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Provenza, visitare Arles

Amata dai romani e da Van Gogh

Arles è il più grande comune della Francia, con un territorio superiore a quello di Parigi. I monumenti più importanti, però, sono a pochi passi l'uno dell'altro,

nel centro storico di questa bella cittadina che vivacchia placida sulle sponde del Rodano. Ha un passato glorioso, di cui conserva l'Arena e il Teatro Romano, a cui bisogna aggiungere il portale e il chiostro della Chiesa di St. Trophime, tutti entrati a far parte del Patrimonio mondiale dell'Umanità tutelato dall'Unesco. Arles è punto di passaggio obbligato durante una visita in Provenza, soprattutto per chi vuole visitare la Camargue.

 

Come arrivare ad Arles

Il modo più semplice per arrivare ad Arles è l'autostrada A7, quella che taglia in due la Provenza e dalla Francia porta direttamente in Spagna. Ci sono diverse uscite. Per informazioni più dettagliate, leggete la nostra pagina come arrivare in Provenza e come muoversi in Provenza.

 

Un po' di storia

La Arles romana nasce come città dei veterani della 6° Legione con il privilegio di avere un muro di cinta fortificato e, al proprio interno, un foro, diversi templi, il teatro, una basilica e l'acquedotto che portava acqua dalle Alpilles. Nel V Secolo Arles visse il suo secolo splendente che la rese città ricca e conosciuta: la "Piccola Roma di Gallia" esportava olio, salumi, carne, riso e aveva una propria moneta. Divenne così bella da diventare la seconda casa dell'Imperatore Costantino e capitale della Gallia, che comprendeva Spagna, parte della Francia e la Bretagna. Nell'VIII secolo la lotta tra Franchi e Saraceni trasformò Arles in un cumulo di macerie. Arles iniziò la sua lentra ripresa solo nel 1178 quando Federico Barbarossa fu incoronato re di Arles nella cattedrale di St. Trophime.

 

L'Arena

L'anfiteatro di Arles ha vissuto una storia simile al più famoso Colosseo Romano. Costruito alla fine del I. Sec., nel Medioevo divenne una fortezza e poi una piccola città. Sotto le arcate, nei sotterranei e nella pista furono costruite abitazioni con i materiali presi dalle antiche pietre dell'Arena. Come vedrete, una parte dell'Anfiteatro di Arles è mutilata. Il recupero della struttura originaria iniziò nel 1825. Per molti secoli l'anfiteatro è stato sede di combattimenti dei gladiatori, a cui potevano assistere più di 20.000 persone. Vietati nel 404 dal Cristianesimo, restano le gabbie delle belve e i macchinari per l'entrata in scena dei combattenti. Oggi l'anfiteatro è luogo di corride e di spettacoli, come la famosa Feria di Arles. Per cogliere tutta la maestosità dell'Arena, salite dalla grande scala centrale fino alla torre che domina l'entrata. Da qui si ammira una gran bella vista sui tetti di Arles. Il biglietto d'ingresso costa 5,50 €. I prezzi sono diversi quando si tengono le corride, solitamente nei fine settimana.

 

Il teatro romano

Poco distante dall'anfiteatro c'è l'altra grande testimonianza della Arles romana: è il Teatro Antico, costruito nel 25-27 a.C. per volontà di Augusto, che nel corso dei secoli ha avuto un destino sfortunato che lo ha prima trasformato in cava, poi in fortezza fino alla sua scomparsa sotto case e giardini. Recuperato nel 1855, oggi mostra tutto il suo splendore. Si può ammirare il portico su cui era appoggiato, le colonne che facevano parte del muro di scena, il palcoscenico e il fossato per il sipario e l'orchestra. Il biglietto d'ingresso costa 3 €.

 

La Chiesa di St. Trophime

Di fronte al teatro antico ci sono il Chiostro e la Chiesa di St. Trophime. Conservati quasi integri nella forma originaria dell'XI secolo, hanno visto l'incoronazione di diversi sovrani, tra cui Federico Barbarossa. Il punto più importante è il Portale, una delle più alte espressioni della scultura romanica con una ricchezza di decorazioni eccezionale: ai lati ci sono statue di santi e leoni mentre i rilievi nelle cornici presentano gli Eletti e i Dannati. Sui capitelli sono raffigurate a sinistra l'Annunciazione e a destra la Natività. Sull'architrave ci sono i Dodici Apostoli e nel timpano sovrastante Cristo coronato dagli angeli. Dal portone di destra della cattedrale si accede al chiostro, metà romanico e metà gotico, uno dei più famosi della Provenza, per l'eleganza e la ricchezza delle decorazioni. La visita al Chiostro costa 3,5 €.

 

Il foro romano e i criptoportici

Da Rue Des Arenes, proprio di fronte all'Anfiteatro, parte una strada piena di negozi e ristoranti che porta in Piazza del Foro, piena di tavolini all'aperto. La piazza occupa lo spazio dove sorgeva l'antico foro romano. Al centro c'è la statua del poeta Mistral, su cui si appoggiano i colombi. Questa piazza, un tempo luogo di raccolta dei braccianti agricoli, si chiamava Place des Hommes, degli Uomini. Dalla piazza, attraverso Rue du Forum si arriva alla Cappella dei Gesuiti, ingresso dei Criptoportici immense gallerie sotterraneo costruite per sostenere il Foro romano e usate nei secoli come granaio.

 

Arles e Van Gogh

Vincent Van Gogh visse ad Arles dal 21 febbraio 1888. Colpito dall'eccezionale luce della Provenza e dalla bellezza delle donne, dipinse alcune delle sue opere più famose, come La Stanza di Vincent, Notte Stellata, i famosi Giralosi, i Mangiatori di patate, Autoritratto con orecchi mozzato e altre opere che ritraevano il lavoro nei campi, la natura, ritratti e vedute. Durante il soggiorno ad Arles venne abbandonato da Gauguin e si accentuarono le sue crisi di pazzia che lo spinsero a ricoverarsi volontariamente nel manicomio di St-Paul-de-Mausole, a S.t Remy de Provence. Per uno strano scherzo del destino, Arles non ha neanche un quadro di Van Gogh ma ha una raccolta di quadri e altre opere di grandi artisti che hanno reso il loro omaggio al genio olandese. Tutte le opere sono raccolte nello Spazio Van Gogh che si trova nell'ex manicomio che ospitò Van Gogh durante uno dei suoi ricoveri.

 

Cosa e dove mangiare

Verso le 11 del mattino i ristoranti di Arles cominciano a invadere la città di allioli (aglio e olio) e Bouillebaisse, la zuppa di pesce tipica della Provenza. Come porta di ingresso alla Camargue, Arles è in una posizione privilegiata per l'arrivo di riso, salumi e carne di toro. Da non dimenticare che Arles è il centro di una zona agricola vastissima e quindi tutto quello che si produce ne La Crau, la pianura circostante, si può trovare nei mercati e nei ristoranti di Arles.

 

Shopping ad Arles

I negozi del centro brulicano di regali e souvenir. Oltra all'immancabile lavanda, Arles è il luogo ideale per comprare le tipiche tovaglie provenzali, scialli e cappelli di lino, carne di toro, riso e qualche bottiglia di assenzio, da bere con moderazione.

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