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Vienna
Gemutlichkeit
Arrivati a Vienna, bastano pochi minuti per adeguarsi al ritmo dei viennesi; anche se il luogo comune li identifica come uno dei tanti popoli "freddi
e riservati" d'Europa, i viennesi sanno godersi la vita: a tavola, nei caffè, nei concerti e di notte. Dopo poche ore che siete arrivati in città, vi accorgerete che non fate parte, come a Parigi o a Praga, di una folla indeterminata di turisti ansiosi di vedere tutto in poco tempo. Sedendo nei caffè o visitando un museo, non sarete accerchiati solo da giapponesi che scattano foto; ci saranno anche e soprattutto austriaci che si prendono una pausa, o visitano un museo. Vi sentirete a casa, provando quel sentimento che i viennesi indicano con una parola quasi intraducibile (e difficilissima da pronunciare): Gemutlichkeit. Signifca "familiarità,
appartenenza". E' difficile da descrivere ma molto più facile da provare.
Vienna, Il centro dell'Europa
A pensarci bene può sembrare strano come per molto tempo questa tranquilla città dell'Europa centrale sia stata il fulcro dell'Europa. Vienna è stata
il centro di molti avvenimenti che hanno cambiato la storia d'Europa. La vittoria che ha salvato l'Europa cristiana dalla definitiva vittoria dei turchi musulmani avvenne qui, alle porte di Vienna nel 1683. (Per fortuna, lasciarono in città sacchi di caffè che i viennesi impararono a preparare in tutti i modi). Il famoso Congresso del 1815 che sancì la fine dell'Era napoleonica si svolse a Vienna, sotto l'abile regia di Metternich, goloso cancelliere per cui venne creata la famosa Torta
Sacher. Il 12 febbraio 1938 il cancelliere austriaco Schuschnigg parte da Vienna per andare a Berchtesgaden, in Germania, a rendere atto di ubbidienza a Hitler. Inizia l'Anschluss, l'annessione dell'Austria al Terzo Reich e la definitiva ascesa del nazismo. Dopo aver condiviso il destino fallimentare del terzo Reich, l'Austria fu occupata dagli Alleati e Vienna, come Berlino, venne divisa tra i vincitori della guerra fino al 1955. Il ritorno alla democrazia ha consentito l'arrivo in città delle principali organizzazioni internazionali: oggi Vienna è sede dell'Opec e dell'Onu.
Una città a misura di tutti
Oggi Vienna è prima di tutto una capitale del turismo internazionale alla portata di tutti. Se
cercate cultura, musei e musica classica, a Vienna ci sono. Questa è la città dove per molto tempo ha vissuto Mozart. A giudicare dalle insegne che dicono "Mozart è stato qui", "Mozart abitava qui", "Mozart
mangiava qui", sembra che il Genio non stesse mai fermo.
A proposito di mangiare: se vi piace la buona tavola, siete nel posto giusto. Ricordate che nella tradizione
gastronomica di Vienna sono confluiti i sapori dei 16 paesi che furono sotto il dominio dell'Impero Austriaco.
Quando si parla di Vienna, poi, non si può prescindere dalla presenza del Danubio. Una parte importante della vita della capitale austriaca gira intorno a questa presenza imponente ma tranquilla. Molto del divertimento dei viennesi passa per il bel Danubio
Blu e per il suo doppione artificiale, il Neue Donau, costruito per incanalare le acque delle piene che devastavano ripetutamente la città. Tra il fiume e il canale artificiale è stata creata, negli anni '80, la Donauinsel, una fascia di terra che unisce il Danubio con la Neue Donau. E' lunga 21 km ed è la spiaggia dei viennesi. Vanno a prenderci il sole, a fare le grigliate, a passeggiare a piedi, con le bici o i pattini. Lungo la Donauinsel ci sono strutture sportive e ricreative per tutti; si può fare nuoto, surf, tennis, calcio, pallacanestro andare in barca e molto altro. L'isola è una specie di "luogo della tolleranza". Ci sono le zone Fkk, cioè quelle in cui i nudisti sfoggiano la loro voglia di natura; può capitare, andando a pranzo nei ristoranti dell'isola, di sedere al tavolo affianco a una bella famigliola i cui componenti sono tutti nudi. Tutto avviene con il massimo rispetto; la cosa più singolare sono i turchi che vanno a fare il barbecue a pochi metri dai viennesi. Nel 1683 molti viennesi si sacrificarono affichè "gli infedeli" non arrivassero a superare le acque del loro fiume. Oggi, per fortuna, è tutto diverso.
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